Poesie di Roberto Juarroz

Juarroz

 

 

*

 
C’è da scorrere un sipario,
ma non sappiamo dove.
C’è da scorrere un sipario,
ma forse il palcoscenico è vuoto.
O forse non lo è
e allora
chi sono gli attori
e che dramma stanno rappresentando?
O aprendo il sipario
capiremmo subito
che è per noi quel palcoscenico
anche se non esiste dramma da rappresentare?
O bisognerà chiudere il sipario
perché il palcoscenico è da questa parte
e già non possiamo più ritardare
l’inizio della rappresentazione?
Ma, in quel caso,
chi sono gli spettatori?
O non ci sono spettatori
e non ci resta altro che
la pura rappresentazione?

 

 
*

 
Un giorno troverò una parola
che penetri il tuo corpo e ti fecondi,
che si posi sul tuo seno
come una mano aperta e chiusa al tempo stesso.
Incontrerò una parola
che trattenga il tuo corpo e lo faccia girare,
che contenga il tuo corpo
e apra i tuoi occhi come un dio senza nubi
e usi la tua saliva
e ti pieghi le gambe.
Tu forse non la sentirai
o forse non la capirai.
Non è necessario.
Vagherà dentro di te come una ruota
fino a percorrerti da un estremo all’altro,
donna mia e non mia
e non si fermerà neanche quando tu morirai.

 

*

 
Un amore aldilà dell’amore,
al di sopra del rito del vincolo,
aldilà del sinistro gioco
della solitudine e della compagnia.
Un amore che non ha bisogno di ritorno,
ma neppure di partenza.
Un amore non esposto
agli sbalzi dell’andare e venire,
dell’essere svegli o addormentati,
del chiamare o tacere.
Un amore per stare insieme
O per non starci
ma anche per tutte le posizioni
intermedie.
Un amore come aprire gli occhi.
e forse anche come chiuderli.

 

 
*

 
Il centro dell’amore
non sempre coincide
con il centro della vita.
Entrambi i centri si cercano dunque
come due animali tormentati.
Ma quasi mai si incontrano,
perché la chiave della coincidenza è un’altra:
nascere insieme.
Nascere insieme,
come dovrebbero nascere e morire
tutti gli amanti.

 

*

 
Tacere alcuni poemi,
non tradurli dal silenzio,
non vestire le loro figure,
non arrivare neppure a formarle:
lasciare che si concentrino come uccelli immobili
sul ramo sotterrato.
Solo così sbocceranno altri poemi.
Solo così il sangue si fa strada.
Solo così la visione che ci illumina
si moltiplicherà come i pani.
I poemi taciuti
ci dimostrano che il miracolo è sempre giovane.
E alla fine, quando tutto tace,
chissà che quei poemi
non facciano sorgere anche un altro poema.

 

*

 
Cercare una cosa
è sempre incontrarne un’altra.
Così, per trovare qualcosa,
bisogna cercare ciò che non è.
Cercare l’uccello per incontrare la rosa,
cercare l’amore per trovare l’esilio,
cercare il nulla per scoprire un uomo,
tornare indietro per andare avanti.
La chiave del cammino,
più che nelle sue biforcazioni,
il suo inizio sospettoso
o la sua fine incerta,
risiede nel caustico umore
del suo doppio senso.
Sempre si arriva,
ma da un’altra parte.

 
*

 
Vivere è stare infrangendo.
Una o l’altra legge.
Non ci sono alternative:
non infrangere niente è essere morto.
La realtà è infrazione.
La irrealtà anche.
E tra le due scorre un fiume di specchi
che non figurano in nessuna mappa.
In quel fiume le leggi si dissolvono,
ogni trasgressore diventa un altro specchio.

 

 

Roberto Juarroz nasce nella Provincia de Buenos Aires, il 5 ottobre del 1925 e
muore il 31 di Marzo del 1995. Laureato in Lettere e Filosofia all’ Università di
Buenos Aires, ricevette dalla stessa istituzione una borsa di studio che gli offrì
l’opportunità di perfezionare i suoi studi alla Sorbona. Da questa prestigiosa università ottenne
successivamente l’incarico di professore titolare. Dal 1958 al 1965 fu direttore della rivista Poesía =
Poesía;. Fu critico del giornale La Gaceta (Tucumán, 1958-63), critico cinematografico della rivista Esto
e traduttore di vari libri. Ricevette, tra tante distinzioni, il Gran Premio d’Onore della Fondazione
Argentina per la Poesia (1984) e il Premio Esteban Echeverría.

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4 thoughts on “Poesie di Roberto Juarroz

  1. Pingback: C’è da scorrere un sipario | Visioni del mondo

  2. capitata per caso qui…
    domandavo: esistono pubblicazioni in italiano di questo poeta?
    non sono riuscita a trovarle, on line.
    Ma forse ho cercato male…non so…

    Buon giorno.
    Con calma curioserò nel blog

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