TOMASO TIDDIA – Tre inediti

Tu solo appari in ciò che vedi.

Astāvakra Samhitā

***

ad Andrea Gavaudo

Ci sono giorni senza poesia
e sono come tutti i giorni nella mente
di tutti, prega per la polvere
che ti pesta gli occhi, l’ardesia
che vedi nella carne del fratello,
perché sono molte le foci e gli estuari
pochi, e non è data scelta tra mare
e monti, perché sono molti i pochi
e l’amore ha uno sguardo solo
che è negli occhi di tutti.

***

Volgersi al cielo senza clamore,
lo splendore è un bilico di rocce
lungo cui discendono le vie.
Che ci basti l’acqua invocata
per una sete coraggiosa,
avere spento la lingua
che sparse il labbro, la fiamma
accettato il dono della luce,
la poesia che avanza in solitudine,
corpo di potenze.

***

Ieri era San Giorgio e San Giorgio
ha ucciso il drago che tenevo
sotto il maggio, la draga al Poetto
fece nera pece in spiaggia
perché il sole tornasse alto,
cagliaritano padrone dabbasso.
Ieri, ventitrè aprile completai
l’alesaggio e sale ora raggiante
luce per questo boccone d’eterno.
Licenziato è ogni raggio, libero
di fare l’angolo al passo, al restante
altocammino che lascio
agli amanti, tutto per la parte.
M’illumini in un bacio segreto
il ricordo che fregia i ricordati
e in un pubblico bacio ciò in cui credo
mi lasci per i dimenticati.

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