Darío Jaramillo Agudelo

 

 

*

Soy abismo y apetito,

simulación de un orden asilado en palabras.

Y ningún sonido abarca la sustancia anterior.

 

*

No soy,

en primera persona no soy,

mi sustancia forma parte de otra sustancia,

a ella soy fiel sin entender,

equivocándome,

sintiendo dolor, remordimientos,

cada vez que la traiciono.

 

*

Cantar el peso muerto que mi corazón arrastra,

extirpar de mi entraña el quiste de la ruina,

decir los nombres de cada muerto que me habita,

nombrar la llaga.

 

*

Sólo el azar me dio la piel que amé

y sólo el azar —o el cansancio—

extinguió el fuego.

Lo que siguió no fue el azar,

es lo que sigue siempre,

la lenta pesadilla del olvido

y luego cierto desprecio

por ese que fui yo y que amaba

y también por el que soy ahora

el mismo que no sabe por qué amó.

Sólo la carne se equivoca.

 

*

Sólo el azar

llamado aquí destino,

sólo el azar,

un camino ya trazado que ignoro.

Nombro como caos lo que no comprendo:

la confusión está aquí, debajo de la piel

en el pulso y la mirada

en mis maneras de nombrarme.

 

*

Sólo el azar nos dará luz,

sólo el azar o algún designio que ignoro.

Me pregunto si es la luz lo que busco

o busco lo más oscuro de lo oscuro.

¿Acaso las tinieblas serán semilla

de visiones más altas,

de nunca merecidos apacibles silencios?

 

 

*

Sono abisso e appetito,

simulazione di un ordine rifugiato nelle parole,

e nessun suono abbraccia la sostanza anteriore.

 

*

Non sono,

in prima persona non sono,

la mia sostanza forma parte d’altra sostanza,

a lei sono fedele senza capire,

sbagliandomi,

sentendo dolore, rimorsi,

ogni volta che la tradisco.

 

*

Cantare il peso morto che il mio cuore trascina,

estirpare dalle mie viscere la cisti della rovina,

sapere il nome di ciascun morto che mi abita,

dare un nome alla piaga.

 

*

Solo il caso mi diede la pelle che amai

E solo il caso –o la stanchezza-

Estinse il fuoco.

Quello che venne poi non fu il caso,

è quello che spetta sempre,

il lento incubo dell’oblio

e soprattutto un certo disprezzo

per questo io che fui e che amavo

e anche per quello che sono ora,

quello stesso che non sa perché amò.

Solo la carne si sbaglia.

 

*

Solo il caso

Chiamato qui destino,

solo il caso,

un cammino già tracciato che ignoro.

Chiamo caos quello che non comprendo:

la confusione è qui, sotto pelle

nel polso e nello sguardo

nel mio modo di chiamarmi.

 

*

Solo il caso ci darà luce,

solo il caso o alcun disegno che ignoro.

Mi domando se è la luce quello che cerco.

Per caso le tenebre saranno il seme

di visioni più alte,

dei mai meritati,  pacifici silenzi?

 

 

 poemas de 

Darío Jaramillo Agudelo

tratte da: Solo el azar (Pre-textos ed., Valencia, 2011).

traducciónes de Antonio Bux

 

 

Poeta, novelista y ensayista colombiano nacido en Santa Rosa de  Osos, Antioquia, en 1947.Terminó el bachillerato en Medellín y posteriormente obtuvo el título de abogado y economista por  la Universidad Javeriana de Bogotá. Es el gran renovador de la poesía amorosa colombiana y uno de los mejores poetas de la segunda mitad del siglo XX de su país.

potete trovare alcune poesie qui:

http://amediavoz.com/jaramilloDario.htm

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4 thoughts on “Darío Jaramillo Agudelo

  1. E’ interessante leggere questi poeti, così giovani, così dolenti, così incapaci di guidare il percorso dei propri giorni ( ammesso che qualcuno ci riesca). E’ una poesia molto sentimentale e direi “di pancia”. Occorrerà aspettare. Grazie, comunque Antonio, le menti devono confrontarsi.
    Vale!
    Narda

    • Grazie Narda, anche se ti devo dire che Jaramillo poi così giovane non lo è, dato che è nato nel 1947.

      Grazie per la lettura, a presto! 🙂

      Antonio B.

  2. Leggendo si scopre molto, leggo anche una radice del tuo poetare impressa. Peccato la distanza dal mio sentire, forse siamo molti più vicini quando ci avviciniamo a Magrelli. 🙂 Sarebbe da leggere la silloge, o cos’altro?! tutta per intera, poiché già dal titolo, sento fremere qualcosa che ispira 🙂

    Con riguardo, Paolo

  3. Ciao Paolo, grazie.
    Difatti ho tradotto qualcosina di Jaramillo, proprio perché lo sento vicino. Almeno, per quanto riguarda questi versi presi dalla silloge “Sólo el azar” che non possiedo ma che ho chiesto personalmente all’autore, per cercare di tradurla tutta. Poi, nel caso si faccia, ti dirò cosa me ne pare per esteso. Limitandomi a queste poesie trovo una contingenza verso il nominare il caso, il destino, il vuoto che si avvicina parecchio alla mia ultima produzione, e che mi è risultato, quindi, naturale tradurre. Ma c’è poco di mio in questo trapasso poetico, la sostanza è quella anche in spagnolo, una poesia abbastanza diretta, cosa che non distingue l’intero operato della poesia di Jaramillo, che ha affrontato anche tematiche differenti, a me più lontane.
    Certo, Magrelli è un altro discorso, uno tra i miei poeti preferiti, rimanendo tra quelli in vita 🙂

    un caro saluto a te

    Antonio

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