JORGE DEBRAVO – 5 poesie (versioni italiane di Antonio Bux)

“Mi poesía es una manera de creer en el futuro,
de confiar en el futuro,
de crear el futuro”.
 
 
“La mia poesia è una maniera di credere nel futuro,
di confidare nel futuro,
di creare il futuro”.
 
 
Jorge Debravo
 
 
 
YO NO SABRÍA DECIRTE POR QUÉ AMO
 
Yo no sabría decirte por qué amo
a todos los niños muertos,
a todos los ancianos
y a todos los enfermos.
Puede ser que mi alma sea tan blanda
que me la curve el viento.
Puede ser que yo escuche
la soledad de los que están muriendo.
 
Yo amo simplemente, hermana mía,
como si amar fue mi oficio eterno.
En este mismo instante yo te amo.
Amo tu voz, tu amor, tu pelo,
y sin embargo no sabría decirte
por qué llevo tu rostro
calado entre mis huesos.
 
Yo amo simplemente, hermana mía,
como si amar fuera mi oficio eterno.
 
 
IO NON SAPREI DIRTI PERCHÉ AMO
 
Io non saprei dirti perché amo
tutti i bambini morti,
così come tutti gli anziani
e i malati tutti.
Sarà la mia anima forse così blanda
che il vento la riesce a curvare.
Sarà che io riesco a sentire, forse,
la solitudine di quelli che stanno morendo.
 
Io semplicemente amo, sorella mia,
come se amare fosse il mio compito eterno.
Io ti amo, in questo preciso istante.
Amo la tua voce, il tuo amore, i tuoi capelli,
e non so nemmeno dirti
perché io porti il tuo volto
qui dentro tra le mie ossa.
 
Io semplicemente amo, sorella mia,
come se amare fosse il mio compito eterno.
 
 
YO QUIERO ESTAR DESNUDO
 
Yo quiero estar desnudo, Dios, mi boca
se quiere desnudar como una loca,
quitarse la palabra que le has dado.
 
Mi corazón, mi vida, mi costado
se quieren desnudar también de todo.
 
Se quieren arrancar el viejo modo
de caminar por esta tierra triste;
ser como una mujer que se desviste
a pesar del calor, del miedo y todo!
 
Me quiero desnudar, Señor, del miedo
de no saber por qué me duele el dedo
cuando pienso en la muerte sin motivo.
 
Yo quiero estar desnudo más que vivo,
 
desnudo de rencor, de piel, de frente,
tener un corazón desnudo y rudo.
 
Cuando la muerte venga de repente
hallarme más desnudo que el desnudo.
 
 
IO VOGLIO STARMENE NUDO
 
Io voglio starmene nudo, Dio, la mia bocca
vuole denudarsi come quella di una pazza,
gettar via le parole che le hai dato.
 
Il mio cuore, la mia vita, il mio costato
anche vogliono denudarsi di tutto.
 
Vogliono sdradicarsi via la vecchia forma
di camminare su questa triste terra;
ed essere come una donna che si sveste
per il troppo calore, per la paura e per tutto!
 
Mi voglio denudare, Signore, della paura
di non sapere perché il dito mi fa male
quando penso senza motivo alla morte.
 
Io voglio essere nudo più che vivo,
nudo di rancore, di pelle, della fronte,
avere un cuore ruvido e nudo.
 
Quando la morte verrà all’improvviso
scoprirmi più nudo di un nudo.
 
 
ETERNIDAD
 
Antepasado mío, hoy te he visto
gozoso, reencarnado en mis dos hijos.
 
La tarde olía a madurez y a mango.
 
Por las mejillas de mis niños
—dulce y amadamente— resbalabas.
 
 
ETERNITÀ
 
Mio antenato, oggi ti ho visto
felice, reincarnato nei miei due figli.
 
La sera profumava matura di mango.
 
Tra le guance dei miei bambini 
– dolce e con amore – fluivi.
 
 
 
ESTA CANCIÓN AMARGA
 
Sufro tanto que a veces ni siquiera
sé si sufro por mí o por el obrero.
El sufrimiento nace, simplemente.
Es como un árbol ciego.
 
No lo busco, lo llamo ni lo aguardo.
Nace cuando lo quiere.
Es como un chorro de alcohol, como una
almohada de alfileres.
 
Es amargo y sangriento a medianoche
y a veces -sin permiso- en las aceras.
Me anuda la camisa hasta asfixiarme.
Me riega ácidos malos en las venas.
 
Sin embargo, hermanos, cuando falta
es como si mi carne estuviera vacía.
Como si no corriera el jugo de mi sangre.
Como si a chorros, roja, se me huyera la vida.
 
 
QUEST’AMARA CANZONE
 
Soffro così tanto che a volte neanche
so se soffro per me o per un operaio.
La sofferenza, semplicemente, nasce.
È come un albero cieco.
 
Io non la cerco, né la invoco o la attendo.
Nasce quando lei vuole.
È come un goccio d’alcol, come un
cuscino di spilli.
 
È sanguinolenta e amara a tarda notte
come a volte – senza chiedere – per le strade.
Mi stringe la camicia fino a strozzarmi.
Mi inonda di sostanze tossiche nelle vene.
 
Tuttavia, fratelli, quando manca,
è come se la mia carne fosse vuota.
Come se il mio sangue non scorresse denso.
Come se a zampilli, rossa, la vita mi fuggisse via.
 
 
PROFUNDIDAD
 
He aprendido a mirar de una manera más viva:
como si mis abuelos por mi sangre miraran;
como si los futuros habitantes
alzaran mis pestañas.
 
Yo no miro la piel sino lo que en la piel
es fuego y esperanza.
Lo que aún en los muertos
sigue nutriendo razas.
Lo que es vida y es sangre
tras la inmovilidad de las estatuas
 
 
PROFONDITÀ
 
Ho imparato a guardare in modo più vivo:
come se i miei nonni guardassero dal mio sangue;
come se gli abitanti futuri
aprissero le mie ciglia.
 
Io non guardo la pelle ma ciò che la pelle
è fuoco e speranza.
Ciò che nei morti continua
ancora a nutrire le razze.
Ciò che è vita ed è sangue
dietro l’immobilità delle statue.
 
5 poesie de Jorge Debravo (Costa Rica, 1938-1967)
 
Versioni italiane di Antonio Bux
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