JAIME SÁENZ – 3 poesie (versioni italiane di Antonio Bux)

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3 poesie di Jaime Sáenz (La Paz, 1921 – La Paz, 1986)
 
versioni italiane di Antonio Bux
4.(III)
Quando penso al mistero della notte, m’immagino il mistero del tuo corpo,
che è solo un modo di essere della notte;
io so soltanto che il corpo che ti abita non è altro che l’oscurità del tuo corpo;
e questa oscurità si espande nel segno della notte.
Nelle concavità infinite del tuo corpo, esistono regni infiniti
d’oscurità;
e questo è qualcosa che fa meditare.
Questo corpo, chiuso, proibito e segreto; questo corpo, temibile e alieno,
e mai saputo, nè indovinato.
Ed è come una rilucenza, o come un’ombra:
si lascia sentire solo da lontano o nel segreto, e con eccessiva
solitudine, che non t’appartiene.
Si lascia sentire solo con un fremito, con una temperatura, con
un dolore che non t’appartiene.
Se qualcosa mi sorprende, è l’immagine che m’immagina,
alla distanza;
si sente un respiro al mio interno. Il corpo respira
al mio interno.
Mi preoccupa l’oscurità – mi preoccupa la notte del corpo.
Il corpo della notte e la morte del corpo, sono cose che mi
preoccupano.
4.(III)
Cuando pienso en el misterio de la noche, imagino el misterio de tu cuerpo,
que es sólo una manera de ser de la noche;
yo sé de verdad que el cuerpo que te habita no es sino la oscuridad de tu cuerpo;
y tal oscuridad se difunde bajo el signo de la noche.
En las infinitas concavidades de tu cuerpo, existen infinitos reinos de oscuridad;
y esto es algo que llama a la meditación.
Este cuerpo, cerrado, secreto y prohibido; este cuerpo, ajeno y temible,
y jamás adivinado, ni presentido.
Y es como un resplandor, o como una sombra:
sólo se deja sentir desde lejos o en lo recóndito, y con una soledad excesiva, que no te pertenece a ti.
Y sólo se deja sentir con un pálpito, con una temperatura, y con un dolor que no te pertenece a ti.
Si algo me sobrecoge, es la imagen que me imagina, en la distancia;
se escucha una respiración en mis adentros. El cuerpo respira en mis adentros.
La oscuridad me preocupa –la noche del cuerpo me preocupa.
El cuerpo de la noche y la muerte del cuerpo, son cosas que me preocupan.
5.(III)

Ed io mi domando:
Cos’è il tuo corpo: Io non so se ti sei mai domandato
cos’è il tuo corpo.
È un attimo difficile e teso.
Io una volta mi sono avvicinato al mio corpo;
e ho capito che non l’avevo mai visto, nonostante
lo tenessi al mio fianco, allora
gli ho domandato chi fosse;
e una voce, nel silenzio, mi ha detto:
Io sono il corpo che ti abita, e sono qui, nell’oscurità,
e ti dolgo e ti vivo, e ti muoio.
Ma io non sono il tuo corpo. Io sono la notte.

5.(III)
Y yo me pregunto:
¿Qué es tu cuerpo? Yo no sé si te has preguntado alguna vez qué es tu cuerpo.
Es un trance grave y difícil.
Yo me he acercado una vez a mi cuerpo;
y habiendo comprendido que jamás lo había visto, aunque lo llevaba a cuestas,
le he preguntado quién era;
y una voz, en el silencio, me ha dicho:
Yo soy el cuerpo que te habita, y estoy aquí, en las oscuridades, y te duelo, y te vivo, y te muero.
Pero no soy tu cuerpo. Yo soy la noche.
Sei visibile (VI)
Rimani tutto il tempo nell’odore delle montagne
quando il sole se ne va,
e mi pare d’ascoltare il tuo respiro nella frescura dell’ombra
come un addio preoccupato.
 
Della tua partenza, che è come il fuoco, si consoleranno queste
chiare immagini
fuse qui e lontano con il vento della sera;
io t’accompagno con il rumore delle foglie, guardo per te le cose
che amavi
– l’alba non cancellerà il tuo passo, sei visibile.
Eres visible (VI)
Permaneces todo el tiempo en el olor de las montañas
cuando el sol se retira,
y me parece escuchar tu respiración en la frescura de la sombra
como un adiós pensativo.
 
De tu partida, que es como una lumbre, se condolerán estas claras imágenes
por el viento de la tarde mecidas aquí y a lo lejos;
yo te acompaño con el rumor de las hojas, miro por ti las cosas que amabas
–el alba no borrará tu paso, eres visible.
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