ANTONIO BUX – 12 INEDITI DA “NATURARIO” (2014-2016)

boscoriva_45166022
TUTTE LE MORTI MENO UNA
 
Tutte le morti meno una sorridono
se dentro di ognuno la vera morte
arriva al sorriso più puro dell’anima
terrena che si lascia; ed è vero ciò
che lascia ed è falso, per questo sorride
con la smania lontana di chi se ne va
sorridente alla morte in un principio
 
sarebbe troppo grande, così ferirsi e poi
con l’orgoglio chiuso altrove effettuare
un sorriso speciale ad ogni morto che passa
e salutare la sua fine, venuta a noi onestamente
come un cielo piovuto dormendo come un volo
nella rondine dell’occhio la sua
oscura alleanza
 
 
I SORRISI ALLUDONO A SATANA
 
Troppi sorrisi lasciati a inventare
i sorrisi alludono a Satana
Dio e il mare non sorridono e una donna
se sorride è perché persa
nella bara perfetta della carne
ma la carne sceglie di vendicarsi
ci sono demoni a tutte le latitudini angosce
che vibrano tra i desideri
il meno che non vediamo eppure muove
nei cunicoli ed è morte
senza dominio il bacio
è morte che sa indovinare
allora domandare baciando il cielo
il cielo mitico, pre-atlantico, il potente
demone socio del creato
che sorride con gli angeli impiccati
domandare se lassù
tra gli spazi a noi arresi
e che mostra noi infiniti
non è che una spalla il suo universo
girata dappertutto
 
 
 
VIVO TRA LE NEVI FOSSILI
 
Ricorda il ciarpame. Riconcilia
la tua carcassa in putrefazione.
Ti caveranno le esche fuori
dagli occhi. Le bave dei protetti
scalderanno i pianeti, ci saranno
superstiti fritti, idee come alveari.
Poi volando, ricorderai il non volare
e i tuoi minuscoli fori, respiri bianchi
appesi alle pareti, come fossero
degli amici fantasma. In quelle ore
ricorderai confusamente. Le crepe
viziate al ritmo dei muri. E come
vanità dell’ombra, a penna farsi
strada tra i bisturi della condanna
la tua colpa d’oro. Anima tra le acque,
fluttui che oserai rischiare. Tornando
poi nelle carni, vivo tra le nevi fossili
 
 
 
E VEDO IL GHIRO NELLO STRANO LETTO
 
 
E vedo il ghiro nello strano letto
dorme con me tra i denti addormentati
dorme e poi muore al mio risveglio
ed io sono ghiro, mi sogno alzare il cielo
 
e se torni da me lo strano letto cade
se tu ritorni io sono ghiro e tu non dormi
e scompari tra le fodere tu sogni i miei deserti
le foreste disabitate dove i ghiri mutano
 
in uomini ma se tu torni in me c’è un ghiro
bianco, un uomo di tessuti un invertebrato
nel tuo silenzio c’è un uomo che ti ama
e un ghiro alla lontana che odora del tuo bosco
 
 
 
 
API CHE NON ESISTONO
 
Volano api attorno incessantemente volano
anche a sera dentro il miele rimasto degli occhi
ma non sono api, non sono insetti né sono gialle
forse luci forse notti rimaste appese per sbaglio
dentro agli occhi veri o in un abbaglio precedente.
E mai che se ne acchiappi una, di ape maledetta
mai che si fermino gli occhi o la luce di questi
ronzii notturni a sciami di bestie che non esistono.
 
Ma volano intorno, volano azzurre volano mentre
l’io scriteriato un banco di nebbia adulta
 
 
 
NATO NEGLI ARGINI
 
Nato negli argini
tra le acque fredde
un’antilope ti ha visto così
spuntare all’ombra e nel sangue
perdere voce ma tu hai parlato
alla terra vedendo l’abisso
hai preferito poi il grande squarcio
incompiuto ora ti apre senza scelta
senza più occhi il cranio
ora ti osserva dall’alto
è un altro te, meno cresciuto
più irsuto girato all’indietro
è il solo te tradito tra tane
schizzando in fuori gli aculei.
Che mostro, ti diranno, che fame
ma a nessuno servirà sputare
dalla bocca una solitudine bianca.
Rivolti alla luna altri uomini
cambieranno i loro occhi
per diamanti donne, altri colori
fonderanno cieli più strani
da cancellare; tu hai vinto
astro di ossa tra le tempie
un sapere animale nella mano
e nell’altra un istinto di sasso
 
 
E ANCHE CIÒ CHE VEDE HA UN CUORE
 
E anche ciò che vede ha un cuore
e una mente aperta, la sera; e forse
è proprio tutto. Quando già cresciuto
il mondo torna a vedere, e vede ancora
vivo qualche vegetare, nell’oro imperfetto,
e il colore impietrito succhiare senza paura
l’anca invernale, e la spalla più lunga del
ragazzo teso al tramonto; che non finisce
mai di indossare se stesso. È un universo
sporco da sempre, nutrito di feci ancestrali
che ora nutre e dà forma, e osserva daccapo;
universo malato di sé, che si piange una volta
e incomincia dal cuore, se sente, dal ragazzo
se smette, la sera. Ed è questo ciò che vede
 
 
 
SE TI GUARDANO LE LUCERTOLE
 
Se ti guardano le lucertole
vuol dire che sei morto
e se sei morto come una pietra
levigata dal dolce sonno
al sole non muori e stai lentamente,
lentamente ignifugo
infestato dai funghi dell’espressione,
ancora permesso
di stare a tuo agio tra le flore, tra i panorami
nella perfetta moltitudine, lasciato stordito
dietro lo schermo dei vermi
 
continueranno le tue ossa a vivere l’ombra
e le parole, che tu guardi e non sai
continueranno le solitudini del corpo, le striature
perché parlare il tuo muovere l’ostacolo
 
se camminando sai di tacere
 
 
 
IL SOLO AMORE ETERNO
 
La Madre Superiore è nei campi,
il dio del Perdono la coltiva. Cresce
nelle notti i suoi frutti, li cresce
per i figli spaventati. Ma negli astri
lontani e nelle viti, nei grani oscuri
per due uve di sogno altre madri
erose vedono uccelli. Come i voli
sognati bambini, come sugli antichi
precipizi dove gli angeli dormono
segreti quella semina. La semina
del nuovo giorno, nel sole dimentica
ogni madre e rompe dal nido. Il diavolo
celeste invece apre le mani, è la Madre
sotterrata, la mano che per noi smuove
il chicco disumano e la terra. E sarà
sera il pregare di una madre. Sarà
preghiera il suo morire, sarà l’ultima
sua rosa il solo amore eterno
 
 
 
QUANTO PIÙ DI BUIO FAI CORAGGIO E IL MARE
 
Quanto più di buio fai coraggio
e il mare, tu non puoi vederlo,
ma fagli coraggio e poi col buio
non più tuo forse tornerà più mare.
 
Quanto più di buio fai coraggio
e il mare, ora che l’ascolti e non è
mai stato tuo, ora che nell’eco
suo ti vedi, ora che diventi come il mare
 
quanto di più buio fallo e il tuo ricordo
senza il mare, forse è il tuo ritorno,
e come mai nessuno segui l’altra scia
ora che non vedi forse è lei che ti conduce
 
 
 
IL LEGNO DEL POETA
 
Il legno del poeta
a volte brucia meglio
del fuoco che improvviso
è abbaglio di sua luce,
ma, sia chiaro, che il legno
del poeta, se deluso
se rimasto per troppo tempo
rinchiuso nell’effetto,
non sfiamma di sé, ma nell’uso
di sfregarsi, confuso,
scoppia lontano
 
Ma io davvero vorrei non essere
così narrato, di questo mio tempo
vorrei tanto invece suonare
e dir nulla, di mio a lungo e dire
mio ma di un altro luogo. E la gente
si uccide, si muore per cose di questo
tipo e di questo mondo si muore ed io
sempre vivo vegeto il pianeta e lo vedo
oltre questo, io lo investigo vuoto.
Ma la sorte è un male e onora
il male eterno di chi scrive e gioca
al rantolo di ogni suo eco, e perde a vita
il tavolo cieco, per un altro orgoglio.
Ma io davvero non potrei scrivere
che città di fiori e femmine sazie,
e cieli imbalsamati del mio soffrire
senza l’alito coraggioso, nella fede
e nel vento una breve scomparsa
 
 
 
PER TRE
 
Tre giorni all’inferno sono sette
i tempi, che già devi dare l’anima
loro, che già devi estinguere le flore
purificanti, che già è uno il
riverbero con l’alba. Che già è mutata
la passione del vischio.
Tre giorni e saremo soli, dopo le lotte
angeliche e le corna occulte,
dopo tre anni di cielo e gli occhi
chimici d’amicizia, sono tre
gli amici quando si nasce, già morti
con te nella tua luce. Tre
inferni al giorno, e sono quasi sette
anni al minuto di purgatorio
che non insegna, che non protegge,
che collabora col paradiso
già morto per il fuoco.
Per tre giorni vagando come uno
specchio, non vedrai
per tre notti la croce in omaggio,
il coraggio della nicchia inesplosa, per tre
minuti osserverai ciò del giardino,
e gli eroi tutti più giovani
 
 
 
 
12 inediti da “Naturario” (di futura pubblicazione per le Edizioni Di Felice)
Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...