ANTONIO BUX – MELTEMI – 10 SESTINE (più una poesia interdetta) tratte da “Naturario” (inedito, 2016)

descarga
MELTEMI – 10 SESTINE (più una poesia interdetta) da “Naturario” (Inedito, 2016) 
 
 

MELTEMI

 

1.

 

Oh la mia anima senza corpo

come lo scheletro di Teseo

dritto sull’acqua

 

vede di sé il non futuro

la non Storia e le anime morte

tra i microbi e gli acquitrini

 

 

2.

 

Anacreonte il tuo vino mesce

il sangue dei popoli

versate le coppe assiderate

 

torni vento ed escremento

ma mai fu perversione

baciare la tua melma

 

 

3.

 

Per due tre monete o per i

raggi milionari di Tebe

che il buio rifluisce

 

e le città sono tutte

vuote e della menzogna

come solo di Edipo

4.

 

Efesto margine, Vento

di chi sei il vuoto

del fuoco o della giustizia

 

per la mano di dio invano

o per la lava dissanguata

tu cresci vulcano

 

 

5.

 

Colomba cieca, Mercurio

Donna che voli

sulle cosce dei disabili

 

non guardare noi come figli

non vedi che siamo vuoti

d’esistere e di proseguire

 

 

6.

 

Parmenide, tu che divori

la sesta, lentissima nuvola,

fai che il suolo tremi

 

e dinanzi la città sfinita

il terzo occhio, fai che

ci ignori

 

 

7.

 

Arianna, col filo Parco

tu danneggi la vita

come al nono mese

 

dal tuo grembo solo puoi

il mostro, e dei sensi

l’opposto gamete

 

 

8.

 

La tua grazia è come il fiore

infuocato, Filomela, per il sole

cieco, come un uccello

 

voli sul mio cranio, e sul mondo

dai crani svuotati, d’amore

e di semine

 

 

9.

 

Onda, che del riverbero
curi l’infrangere, come me
sei onda irreale, tu sei L’Ulisse
che gioca al nascere, e al profondo
togli e muori, e nasci tra le perle
attonite, e tra i pori di un’Atlantide
che si sa sola; Onda, tu che temi
l’uomo e ami il mare del suicidio,
tu sei l’onda di Platone, l’onda
mediterranea, tu sei la cicatrice
di Dio, Onda dove ogni cosa
è il tempo, tu sei il riposo
di Omero, lo spettro di Otranto
da dove Dioniso si affaccia,
e, come dal mare, tu non ci sei
ma tu vieni a noi per invadere

 

Per forze congiunte, energie

d’Ulisse che non si è

mai come lui mare e profondo

 

cielo di sangue e ferite, mai

si è sulla nave o sul Metaponto

sua battaglia spaziale

 

 

10.

 

Corri al mio fianco, Meltemi

che tu sia Marocco, mio fiordo

e come uno schiavo io possa

 

arrivare, e alla grande Stagione

dei fermi, e trovare in Algeri

sia Itaca che la Morte

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...