ANTONIO BUX – 3 INEDITI DA “NATURARIO (VERSI SCELTI 2014-2016)”

GALAX
*
 
La luce che siamo nel duemilasedici contrasta
con la luce nera definitiva.
Ci sono alberi e monsignori fermi, autostrade
di roditori e pesci, salamandre impiccate
alla Madre Vagina, strani somari
dal collo alto dipingono quadri di chiese piene
vendute agli stracci. Dopo la luce
andremo a stare tra le campagne occupate
mano nella mano stretti alla grande inculata
vegeteremo, staremo freschi sotto il cielo tra le pompe
dopo la santa luce vendemmiata sui marciapiedi
nel vuoto idraulico di un sogno mai stanchi
di penetrarci.
 
 
*
 
Se penso a qualche cantiere che ho deriso
mentre mia madre preparava nel fango
l’abbiocco sincero di chi ha divorato
ora è frantumato il pane della compassione
e gli appestati ritornano finalmente,
vedono il castello a confine tra verità
e morte
da quel cielo noi divoriamo
segretamente come cefali sotto le ombre
calpestiamo noi quel fondale
attenti in superficie contro tutte le onde
marini per sempre nel mare odiato.
 
 
*
 
Eppure deve esserci una dimensione
dove le pecore coltivano leoni
una dimensione naturale perché gli esseri
vivano e vedano la vera illusione
che è proliferare e mietere contro dio
il cielo e l’amore, l’altissima statua
trapiantata, deve esserci
a tempo pieno un caos parallelo
un lupo migliore
dopo il violaceo un angelo un demone
un Cristo alieno
spezzando l’ostia galattica.
 
 
3 poesie inedite di Antonio Bux
 
tratte da “Naturario” (versi scelti 2014 – 2016)
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