ANDREA GRUCCIA – DA “CAPELVENERE” (PROSSIMAMENTE PER MARCO SAYA EDIZIONI)

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A breve la seconda uscita per la collana “Sottotraccia”, che dirigo per le Marco Saya Edizioni. Il libro si intitolerà “Capelvenere”, e sarà il volume di esordio dell’autore torinese Andrea Gruccia. Il libro alternerà una sessantina, o poco più, di microracconti ad altrettante poesie, creando così un rimpallo tra prosa e poesia. In anticipo posto qui, per il mio blog, un microracconto e una poesia, in attesa del libro, in uscita a fine febbraio 2016. Grazie, un caro saluto e buona lettura!
 
 
Antonio Bux
 
Asuka 
 
 
Dicono che io e Asuka siamo dei dormiglioni, ma noi riposiamo spesso perché non abbiamo mai riposato così profondamente. Ho conosciuto Asuka al Festival dell’Oriente, in mezzo alla confusione di chi brulica in cerca di novità, lei se ne stava lì a presentare i suoi bonsai. Ne deve passare di acqua sporca sotto i ponti prima che questa diventi trasparente, e cominci a scorrere con la calma delle anatre e dei giunchi di bambù. Asuka era l’affluente incontaminato. Appena l’ho vista sembravamo così distanti, ho osservato i suoi bonsai, in particolare un cotogno appena fiorito come gli occhi delle giapponesi, che sembrano sempre sul punto di sbocciare. Per farla breve ora io e Asuka stiamo insieme, si è fermata qui a tempo indeterminato, ci siamo presi bene, mi ha potato i capelli e vaporizzato la cute secca, mi ha trattato come un bonsai mezzo andato, mi ha travasato e ora ha detto che dobbiamo riposare. Io mi affido alla sua saggezza orientale, e così riposiamo, sul nostro tatami a due piazze. Quando usciamo per comprare del cibo, i miei conoscenti fanno battute sceme: «Ti sei fatto i soldi, che sei sparito e stai con una giapponese come John Lennon? Occhio, che poi è finito sparato». Ma a lei traduco altre cose, c’è tanto lavoro da fare, in questo mare che ingessa i ricordi e li butta nel catrame, così ritorniamo subito a riposare, lei mi ha detto che il dono più bello dell’amore è smettere di dormire e incominciare a riposare, perché smetti di cercare tante cretinate, e chi ti ama accoglie la tua fatica e ti fa riposare fino a quando sei riposato. Sembra scontato, ma lei riposa con me, e anche se è già abbastanza riposata, mi aspetta. L’anima non ha fuso orario, sorge a levante e a ponente anche mentre dorme e guardo Asuka, in lei è tutto così essenziale, così ben riposto, a volte poso il mio volto sulla sua schiena, osservo i suoi capelli lunghi e neri sulla pelle bianca; si arrossa facilmente se la accarezzo con la mia barba ruvida. Mi riposo nel suo tepore, mi riposo mentre facciamo la spesa e mi bacia con quel sapore che scivola sulla paura, la bonifica. Sono una palude limpida tra le sue braccia. Asuka in giapponese significa: “Il profumo del domani”.
 
 
La pazienza dei tigli
 
 
Vorrei avere la pazienza dei tigli
che spargono il loro odore
una volta all’anno,
ma non sono un vegetale,
non voglio attirare insetti
mentre tu dormi e io sono così sveglio
il mio sole è una lampadina,
non ho la calma degli alberi
che si fanno fare a pezzi
per dei libri di poesia.
Non ho la calma delle poesie calme,
delle persone calme
che scarabocchiano fogli
per le diagnosi,
o fanno le code ai supermercati.
Vorrei scrivere poesie cannibaline
che mangino certe poesie d’amore,
quelle che poi leggono le persone
che ti fanno a pezzi.
 
 
di Andrea Gruccia da “Capelvenere”
di prossima pubblicazione nella collana Sottotraccia
diretta da Antonio Bux per Marco Saya Edizioni.
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