ANTONIO BUX – 6 INEDITI (14 GENNAIO 2016)

Snapshot_20160114
*
 
Come un velo d’erba che tace
sul precipizio
e sa tacere, e sa tenere e sa
temere il balzo
l’aria sequestra così, senza muovere
i fasci di luce, lì dove il falso
può creare
perché in quel dare non ha
e nel ricevere muore
all’idea serva e continua
se ne muove il viaggio
tra le sterpaglie vuote, tra i reali
fili dell’inutile come il vento
di chi cancella intorno.
 
 
*
 
Un giorno capirai gli abusi
non sono altro
che la tua vita stesa invano
sulle carcasse
dove cerchi l’ingranaggio
la scintilla che ti insegnano vuota
e che ora non riesci a fruttare
e non sai se migrazione o clandestinità
per il gioco della fine
di chi alza il tiro, se chi muore
aspetta la scelta.
 
 
*
 
Eppure vivono l’eternità
e sono reali se ti scorgono
sono loro e senza debito
gli stessi loro
che tu riempi stranamente
mentre dormi, mentre riecheggi
tra le fanfare corrotte
nella distruzione del principio
sono loro come te, gli stessi vortici
dove non c’è origine
ma al bordo tu e poi loro
di nessuno sempre, ma chi
saprà dirlo, alle nuove leve
ai ricordi appena altrove,
chi tirerà il freno prima
dell’ultimo scontro.
 
 
*
 
Una scheggia risale ed è tempo.
Dove un neurone passa
al bivio il suo testimone
nasce sempre
in un nuovo martire
e c’è buio, ed è costante,
ma filtrare si può, dopo aver scontato
chi tra gli alberi medita
la fuga, per sua prima radice.
Sii quel tempo senza volerlo.
 
 
*
 
Come un inganno si alza
la palude
vuota e tra gli esseri
vi abiti, come una specie
di novità, tu vi sai solo chiedere
aria.
Secondo una modalità di vivente
tra le profondità straniere
poi cambiano i ritmi, e si nasce
ancor prima
e più è ritorno più si muore.
 
 
*
 
Arriva la sera che un piedistallo
incrina, con tutte le ruote storte
ma a desiderio continua.
E passano, sopra i ricordi
quei nidi, e le staccionate
possibili, divelte tra un argine
solo e uno che cresce.
Mai vera, una strada disgiunta,
mai una riga che unisca.
Se può andare, a capofitto come
un cuore sottinteso a perdere
ingenuità, di promessa materna,
chi ferma, la propria missione?
Chi ha maturità di campagna,
chi è forte di sua paura
vede l’orizzonte codardo e lo spinge
per l’altrui scalinata. Eppure
può, nel deporre dei sogni,
fare e riceverne un terzo, dall’occhio
ciclopico che scruta
come schiusosi dentro.
 
 
Sei inediti di Antonio Bux per una raccolta nuova, 14 Gennaio 2016
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...