POESIA CONTEMPORANEA – DODICESIMO QUADERNO ITALIANO – (a cura di Franco Buffoni, Marcos y Marcos, Milano, 2015)

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POESIA CONTEMPORANEA

DODICESIMO QUADERNO ITALIANO

(a cura di Franco Buffoni; Marcos y Marcos, Milano, 2015 – 320 pp. euro 20)

 

“Sette giovani autori di poesia italiana contemporanea – Maddalena Bergamin, Maria Borio, Lorenzo Carlucci, Diego Conticello, Marco Corsi, Alessandro De Santis, Samir Galal Mohamed – ciascuno presente con una raccolta autonoma preceduta da esauriente introduzione critica.

Sette piccoli libri di poesia racchiusi in un unico volume a illustrare le nuove scuole o tendenze della giovane poesia italiana.

Prefazioni di Mario Benedetti, Stefano Dal Bianco, Gian Ruggero Manzoni, Fabio Pusterla, Niccolò Scaffai, Emmanuela Tandello.” (dalla quarta di copertina)

 
MADDALENA BERGAMIN

L’ultima volta in Italia
facevano santi i papi
era un pacchetto di due
al prezzo di uno. Il palinsesto
ne risentì: non più giochi a premi
non fiction su preti inventati
ma storia vera e documentata
di miracoli alla luce del sole.
Nel frattempo su Facebook
si diffuse la notizia di un giovane
morto schiacciato dalla croce
del santo. I miscredenti gridarono
al contro-miracolo, ma la voce
si spense surclassata dai fasti.
Cristo era a terra con i piedi
amputati, enorme: in mezzo alla valle.

 

MARIA BORIO

Il vetro è tutto inverno,
gli alberi si appoggiano,
un quadro è già parete,
la cellula altra cellula:
forse potrebbero continuare
con i sentimenti rapiti
come le gocce che chiamano la luce,
potrebbero ignorare.

Memoria – ognuno riconosce
anche fingendo.
Passano i colori dell’inverno
fuori dalla finestra come se i bisogni
fossero statue dentro al cielo
nascoste alla natura.
Si sentono più del bisogno
forti con l’acqua nuova –

così dicono le piante
su cui torna l’inverno mille volte –
è raro essere anonimi e noi,
a scavare l’inverno,
a murare i confini,
altri noi misti agli alberi –
sembrano alberi e sono
noi?

Preferisco la fine degli insetti
così crudi in spirali di legno,
morire d’aria secca
quando il vento è troppo forte:
la mia anima è morta mille volte
e tornata, privilegio
che spegne e inonda.
Provo ancora a fissarla
nell’istante che, anonima, si appoggia
alla natura senza prova, e crede
che niente esista.

 
LORENZO CARLUCCI

I bambini lottano nei prati, e noi ridiamo. Anche se poi non siamo loro padri né a loro è dato di riconoscerci come tali. Anche se da questi figli riceviamo soltanto il rifiuto. Voi avete detto una parola di troppo, e siete stati presi. Avete detto una parola di troppo a voi stessi. Di stanza in stanza, senza pensare ossia senza guardare, senza esser disposti a lasciare. Una parola di troppo avete detto, voi con la barba o senza, e quella parola ha desolato il cuore, ha spento l’orizzonte.

 
DIEGO CONTICELLO

Sta a noi

Come le infestazioni
del ficodindia
proliferare
persino sui tettimorti,

sopperire al vuoto,
riempirlo col guizzo
che rialzi queste nostre vite
ammansite,

mettere le spine – se necessario –
degnarsi
per preservare quel poco di dolcezza
che ci cresce in corpo.

Il frutto squisito della mente,
la duramadre
vista oltre la scorza.

 
MARCO CORSI

alle mie nonne, a questo stesso male

le fotografie sono cani feroci
specie quando arrivi e non mi riconosci
tradotta in uno specchio d’acqua
lasciata invecchiare senza narcisismi
a dispetto di qualche giuramento.
così ti leggo di tralice
sommessa e chiara nella tua devozione
mia cara amica di una volta
ogni debolezza e moscerini
discorsi pigri
ambienti e alibi di plastica:
se accade talvolta che davvero vi distingua
siete voi a confondere le acque.

 
ALESSANDRO DE SANTIS

Elettrospleen

Nessuno se ne accorge
ma è partito
a buie ondate un altro sogno d’oro
Città polifonica
orizzonte verticale
Vibrano angeli – stelle – uomini
sospesi sull’albero dei chiodi di cielo.

 
SAMIR GALAL MOHAMED

 
Nella mia notte disperata di acuta aspirazione
di gloria nella morte e gioia nella tomba, il complesso
spogliatoio di inferiorità misura e mi deride;

Dio o chi per lui non mi diede altro che un timore:
il saperti bagnare di poesie di un poeta altro
più poeta di me.

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