JORGE LUIS BORGES – TRE POESIE – VERSIONI ITALIANE DI ANTONIO BUX

borges

 

EDIPO Y EL ENIGMA
 
Cuadrúpedo en la aurora, alto en el día
y con tres pies errando por en vano
ámbito de la tarde, así veía
la eterna esfinge a su inconstante hermano,
 
el hombre, y con la tarde un hombre vino
que descifró aterrado en el espejo
de la monstruosa imagen, el reflejo
de su declinación y su destino.
 
Somos Edipo y de un eterno modo
la larga y triple bestia somos, todo
lo que seremos y lo que hemos sido.
 
Nos aniquilaría ver la ingente
forma de nuestro ser; piadosamente
Dios nos depara sucesión y olvido.
 
 
 
EDIPO E L’ENIGMA
 
Quadrupede nell’aurora, alto nel giorno
e con tre piedi vagabondando nel vuoto
profilo della sera, così vedeva
l’eterna sfinge il suo fratello mutabile,
 
l’uomo, e con la sera un uomo venne
a decifrare sgomento nello specchio
dell’immagine mostruosa, il riflesso
della sua fine e del suo caso.
 
Noi siamo Edipo e all’infinito
siamo l’infinita e triplice bestia, solo
questo ciò che saremo e siamo.
 
Ci annienterebbe scorgere l’enorme
forma del nostro essere; con pietà
Dio ci concede passaggio e oblio.
 
 
EL SUEÑO
 
Si el sueño fuera (como dicen) una
tregua, un puro reposo de la mente,
¿por qué, si te despiertan bruscamente,
sientes que te han robado una fortuna?
 
¿Por qué es tan triste madrugar? La hora
nos despoja de un don inconcebible,
tan íntimo que sólo es traducible
en un sopor que la vigilia dora
 
de sueños, que bien pueden ser reflejos
truncos de los tesoros de la sombra,
de un orbe intemporal que no se nombra
 
y que el día deforma en sus espejos.
¿Quién serás esta noche en el oscuro
sueño, del otro lado de su muro?
 
 
 
IL SOGNO
 
Se il sogno fosse (come dicono) una
tregua, un riposo più puro della mente,
perché, se ti svegliano all’improvviso,
senti come t’avessero rubato un tesoro?
 
Perché è così triste risvegliarsi? L’ora
ci sottrae da quel dono senza coscienza,
talmente intimo da poter essere tradotto
solo nel sopore che l’anticamera della veglia
 
adorna di sogni, così da poterli riflettere
derubati dei tesori dell’ombra, del globo
senza più tempo che non ha nome
 
e che il giorno deforma nei suoi specchi.
Chi sarai questa notte dentro quel sogno
oscuro, dall’altra parte del suo muro?
 
 
EL AMENAZADO
 
 
Es el amor. Tendré que cultarme o que huir.
Crecen los muros de su cárcel, como en un sueño atroz.
La hermosa máscara ha cambiado, pero como siempre es la única.
¿De qué me servirán mis talismanes: el ejercicio de las letras,
la vaga erudición, el aprendizaje de las palabras que usó el áspero Norte para cantar sus mares y sus espadas,
la serena amistad, las galerías de la biblioteca, las cosas comunes,
los hábitos, el joven amor de mi madre, la sombra militar de mis muertos, la noche intemporal, el sabor del sueño?
Estar contigo o no estar contigo es la medida de mi tiempo.
Ya el cántaro se quiebra sobre la fuente, ya el hombre se
levanta a la voz del ave, ya se han oscurecido los que miran por las ventanas, pero la sombra no ha traído la paz.
Es, ya lo sé, el amor: la ansiedad y el alivio de oír tu voz, la espera y la memoria, el horror de vivir en lo sucesivo.
Es el amor con sus mitologías, con sus pequeñas magias inútiles.
Hay una esquina por la que no me atrevo a pasar.
Ya los ejércitos me cercan, las hordas.
(Esta habitación es irreal; ella no la ha visto.)
El nombre de una mujer me delata.
Me duele una mujer en todo el cuerpo.
 
 
 
IL MINACCIATO
 
 
È l’amore. Dovrò nascondermi o fuggire.
Crescono le mura delle sue carceri, come in un sogno atroce.
La bella maschera è cambiata, ma come sempre
è l’unica. A cosa serviranno i miei talismani: la prova
delle lettere, l’incerta erudizione, il sapere le parole
che il freddo Nord ha usato per cantare il suo mare
e le sue spade, l’amicizia serena, le gallerie della biblioteca,
le cose comuni, i vestiti, il giovane amore di mia madre,
l’ombra miliare dei miei morti, la notte senza tempo,
il sapore del sogno?
Stare con te o non stare è la misura del mio tempo.
La brocca già s’infrange sulla fonte, e l’uomo si risveglia
nella voce dell’uccello, ora sono ombre quelli che
guardano dalle finestre, ma l’ombra non dà pace.
Lo so, è l’amore: l’ansia e il sollievo di sentire la tua voce,
l’attesa e il ricordo, l’orrore di vivere di nuovo.
È l’amore, con le sue mitologie, con le sue piccole, inutili magie.
C’è un angolo di strada dove non oso passare.
Gli eserciti mi danno la caccia, le orde.
(Questa stanza è irreale; lei non la vede.)
Il nome di una donna mi rivela.
Mi fa male una donna in tutto il corpo.
 
 
 
TRE POESIE DI JORGE LUIS BORGES
 
versioni italiane di Antonio Bux

 

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