EUGENIO DE SIGNORIBUS – 7 POESIE DA “ALTRE EDUCAZIONI” (CROCETTI ED. – 1991)

Eugenio De Signoribus

 

 

Ciao, pubblico oggi alcune poesie di De Signoribus, poeta molto lontano dalle mie vedute attuali. Ciò nonostante, in questa sua raccolta ho trovato spunti interessanti rispetto ad altre sue raccolte che ho provato a leggere  in precedenza; spero possa interessare, grazie, un saluto da Bux.

 

 

(arietta)

spira davvero l’aria
astuta del dominare,
futuro e sua caduta, grazia da eternare

e per le sere stanche
riserve d’oro svela
in catacombe al neon, cave di banche

 

(dove)

dove si culla il seme tatuato
di code anfibie gialle e nere
che nascondono i volti, se li hanno…

all’ombra di radici familiari
in quale ansa tempestosa sboccia
nell’inflorescenza degli anni

la filacciosa violenza simulacra,
colorazione accesa delle acque
che poi traversa nelle rapide menti…

 

(la matita)

la matita si spunta si sbianca
la stilo, si strappa la carta
per il troppo forzare…

aver circoscritto la sagoma
sistemate le puntine
con la cura dell’agopuntore…

ammesso che dormano i centri
del dolore, che questi siano
come becchi spuntati di corvi…

(le lingue si sono dileguate)
impossibile calcolare l’area
della tua figura…

 

*

scivolando sul fondo della vasca
dimenticano la bellezza dei giochi

l’acqua è opaca, morsa da cenere
come un fuoco l’avesse traversata

al collo d’ogni madre sorpreso
tende il moto come un dolce fiato

 

(viaggio con la madre)

le frontiere d’estate a mare calmo
in tende ombrose come i prenatali…

a becco d’acqua gridavano i cucàli
come scheletri in volo sventurati…

tra lo sguazzare dei mali s’accasavano
iene irridenti, gonfie pance di morti

e il crespo tempo tra fetali spine
di scapicollarsi pregava, di bruciare

 

(i vecchi)

gli ultimi vecchi di quell’anno
luccicanti guardavano le prime televisioni

facevano l’occhietto all’annunciatrice
di nascosto le tiravano baci

dicevano sì con la testa ciuffuta
al balenio dei denti, della scollatura…

come papi beati rallentavano lì
limanette a Corfù, frette di militari…

 

(la stornella utopia)

( – io pensavo che a copi d’acciarini
prendesse fuoco la veste capitale
e resistesse la fiamma a malandrini

e l’attizzasse il mondo doloroso
che contiene la spina naturale
iniqua a sé e all’estro rivoltoso…

sopra il nome smetto le mie vesti
le incendio e le guardo consumare…
da lutto familiare forse rinascerò… – )

 
7 poesie di Eugenio De Signoribus

tratte da “Altre educazioni” (Crocetti, 1991)

Eugenio De Signoribus  nato nel 1947 a Cupra Marittima, Ascoli Piceno, dove vive. Ha pubblicato i seguenti percorsi poetici: Case perdute, 1976-1985 (il lavoro editoriale, Ancona 1989); Altre educazioni, 1980-1989 (Crocetti, Milano 1991); Istmi e chiuse, 1989-1995 (Marsilio, Venezia 1996); Principio del giorno, 1990-1999 (Garzanti, Milano 2000); Ronda dei conversi, 1999-2004 (Garzanti, Milano 2005). I cinque libri sono stati raccolti nel volume Poesie 1976-2007, con la sezione inedita Soste ai margini, 2005-2007 (Garzanti, Milano 2008, vincitore Premio Viareggio). Nel 2011, sempre da Garzanti,  uscito Trinità dell’esodo, 2005-2010.

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