GIUSEPPE SEMERARO – Tre poesie

Da “La cantica del lupo” (Besa editore)
 
 
Del cielo salverei la distanza
che fa esistere il volo
volentieri lo scambierei con questo peso d’ossa
che non fa miracoli
né dimore al silenzio
salverei il disegno di gioia
che il sole m’insegnava da bambino.
 
Dell’amore salverei l’infinito presente
che non vuole parole né prediche
del mio corpo salverei
il tremore chiuso nella carne
salverei questi centimetri umani cuciti addosso
centimetri che mi fanno rondine o falchetto
corpo che mi fa corsa nel grano di giugno
corpo di pantaloni infilati dal vento
corpo di stelle cadenti
corpo che si ribella senza avviso
corpo di parole chiuse nel viso
 
di tutte queste parole salverei il respiro che nascondono
l’oscurità e l’ombra che a volte rivelano
 
Io resto qui
nel silenzio che non so dividere
resto al centro della ferita
sotto questa altezza di stelle
punto come un lupo la luna
ascolto i lamenti dei fratelli dispersi
mentre fanno scale per il cielo
 
 
 
Da “Due parole in croce” (Edizioni Il raggio verde)
 
 
vince sempre l’amore
la partita più silenziosa
il gioco più crudele
vince sempre l’amore
quando la distanza tra gli occhi
non è quella delle parole
vince sempre l’amore
quando il piangente
depone i suoi fiori
vince sempre l’amore
quando la morte
non è nelle mani della vendetta
vince sempre l’amore
quando il carcere dell’autunno
ti fa gridare alla primavera
vince sempre l’amore
quando la terra
è la tua storia intima
vince sempre l’amore
quando la tua preghiera
è più estrema della guerra
vince sempre l’amore
quando gli uomini fanno gli uomini
vince sempre l’amore
quando è il viso
a carezzare una mano
vince sempre l’amore
quando all’amore non importa vincere
 
 
 
Da “La Manutanzione della solitudine” (Musicaos Edizioni)
 
 
Se un giorno è già tardi
per il bianco del mandorlo
alzi gli occhi al cielo
e dalle stelle non piove luce
se un giorno il sole entra storto
passando da uno spillo
rovesciando le coperte dei morti
illuminando il volo di una mosca
 
se un giorno ti sputa sul viso
e non sei benedetto dall’alba
tu non entrare nel cappio
comincia lo stesso il ritornello
come un passero che saltella.
 
Pianifica la tua resistenza
scavalca la tua trincea
pianta un punto fermo di dolcezza
paga tutto il prezzo della pazienza.
 
Se un giorno non obbedisce a niente
e la matita si spezza nella rabbia
comincia a guardare i tuoi piedi
le punte del tuo affanno
allacciati le scarpe con calma
 
se un giorno ti tira via il sorriso
caccia gli occhi dalla tana
manda via tutti gli invitati inutili
rincorri la tua rondine felice
con lei scarabocchia il cielo
tieni al caldo l’impasto
 
se un giorno assomiglia troppo ad altri giorni
bacia la bocca chiusa del destino
butta fuori il malloppo triste
pulisci gli argini e luccica gli angoli
non prestare carne alla pena
e ricorda che in fondo al veleno
c’è sempre un sapore da salvare
un piccolo nocciolo amaro
il punto selvaggio della vita
 
se un giorno non ha compiti
né campane alte sul tetto
se un giorno si macchia di rosso
spingi la vita nel respiro
fai come facevi da bambino
quando ti graffiavi un ginocchio
soffia tutto te stesso
sulla ferita che brucia.
 


 
Giuseppe Semeraro è attore, regista e poeta. Ha lavorato come attore con Il teatro della Valdoca, in diversi spettacoli con la regia di Danio Manfredini e come attore nello spettacolo Frame con la regia di Alessandro Serra. Nel 2007 è tra i fondatori della compagnia Principio Attivo teatro, dirigendo come regista Storia di un uomo e della sua ombra (finalista scenario e premio Eolo 2009), La bicicletta Rossa (premio Eolo 2013) e Opera Nazionale Combattenti (finalista in-box 2016). Nel 2015 realizza lo spettacolo Digiunando davanti al mare ispirato alla figura di Danilo Dolci. E’ autore di diversi libri di poesie tra cui, Cantica del Lupo (Besa editore 2003), Al pomeriggio degli ulivi (monologo poetico del 2009), Convalescenza di un poeta (libro d’arte con i disegni di Fabio Inglese 2013), Due parole in croce (Edizioni Il raggio verde 2015), e A cosa serve la poesia (Sensibili alle foglie 2016), da cui è tratto lo spettacolo con Giuanluigi Gherzi. Nel 2019 ha pubblicato per Musicaos edizioni il libro La manutanzione della solitudine e, nel dicembre dello stesso anno, con Animamundi edizioni, A cosa serve la poesia, un diario.

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