VALERIA FERRARO – da “Wasurenamu” – (Ed. Forme libere, Trento 2011)

 

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Segnalo l’uscita di questo libro, “Wasurenamu”, di Valeria Ferraro, pubblicato nel 2011 dall’editore Forme libere di Trento. Un libro interessante e originale, del quale posto qualche stralcio. Grazie! Bux 

 

*
la decomposizione s’irradia
dal centro della mela
mi attrae il profumo intenso
della sua superficie
io non so che sta marcendo
io non posso arrivare a voi –
e voi così facilmente
arrivate al mio centro
*
in quanto tempo
si raffredda una stanza
a quale velocità
ha viaggiato il mio sonno
in quanto tempo
guarisce un corpo
allenato a cadere
di quanta acqua
ha bisogno il crisantemo
a quali ordini
ubbidisce
chi mi dà ordini
in quanto tempo
si consuma il piacere
di camminare nel tempo
*
«si cercano volontari…
lo sapevi? esseri viventi
alla prova di una nuova dimensione
esperimenti garantiti,
massimo un quaranta per cento
di feriti…»
sembri un monaco
nel suo saio
sai che non posso accompagnarti
(né spegnere
questo primo gennaio
duemilanovecentosettanta)
cercano esseri viventi
cosa credevi? impazienti
di lasciare la lotta
mercenari già condannati
a una rotta ignota
soluzioni spettacolari
per popolare i deserti
di nuovi smarriti
*
come per un rito
come un’adolescente al debutto
ho voglia di vendermi –
cedere la mente fossile
che gli anni non hanno addolcito
*
la zona è stata risanata
solo io ne soffro
torniamo nel mondo
e nella storia –
incolonnati nel silenzio,
senza memoria d’altre mete
che è la felicità massima
in cui vi esprimete
*
“Il 30 agosto 2997 vennero trovati alcuni circuiti funzionanti sul corpo dilaniato di un’androide dell’ultima generazione, pulsanti nell’oscurità. Contenevano testi scritti in una lingua morta, l’italiano, preceduti da una parola isolata, wasurenamu, che in giapponese significa voglio dimenticare. Nonostante la bizzarria del contenuto e la loro evidente scarsa importanza, i dati furono archiviati come memorie di un’androide. Ora riposano muti nel ventre di uno dei tanti Centri Computazionali Periferici e sono attraversati da rari impulsi elettrici che li tengono ancora in vita”.
Wasurenamu è il primo verso di una poesia di Fujiwara no Teika:
Voglio dimenticare.
Non dirmi che magari
mi stanno aspettando,
vento d’autunno che soffi sulle vette
dei monti di Inaba
Da Wasurenamu, Trento, Ed. Forme Libere, 2011

 

 

 

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