POESIE DI MARGHERITA EALLA

 

 

 

[ma un po’, in fabula continua]

 

Uno sul traliccio del vissuto
nel buio che potrebbe già cadendo
avrà girato come un falco abissale
avrà, preso per fame, e poi abbagliato dalla neve
in picchiata di pensiero: terra, salvo luogo.

 

*
ma attraversare il sogno, poi ti sveglia
e nella lunga terra, davanti, ansiosa
nella terra dove poi si posa la prima pietra
tolta, come il pane, dalla bocca
ogni stella appena sorta, poi riflessa
edificante il rosone delle mani.

 

*

ma ad aprile la piantumazione
arriccia la terra di talee e molti
sognano il trapianto di venticello
o comunque di mettersi in salvo
perché la casa in autunno
bene o male ha un suo angelo
un’ala di basilico custode
per ore di materne dottrine.

 

 

*

le posate tolleranti, più le forbici
per il taglio dell’agnello.
Visto di seguito il pranzo portò ognuno
ad usare il mezzo più conveniente
oltre la zona di riposo della cenere
e a una serie di spasimi bambini
baci anche sulle rubizze, a più mani.

*

 

Ecco fra i vari trascorsi che lasciano i boschi
obliqui alla calma, la sera scurisce l’ortensia
dell’aria sopraggiunta, senza rinuncia
alla materia fredda, di colpo alla finestra
nel buio primordiale. Ma prima che scompaia il sole
prima delle nostalgie, prendere le parti dell’amore
e delle sue radici giulive, andare sul filo di montagne
chiuderlo da sé, quel pettinino.

 

*

un tempo di alberi che tengono i tronchi allineati e soli
di tutti i colori il rosso è quello che brucia.
Ma anche che indugia: l’ape focaia è parte della pietra
nel presentimento di un’arnia spezzata
benché i soldati sigillino il luogo originario
e il segno stesso ceda l’abbaglio come un qualsiasi castello.

 

*
Piove silenzioso che il cielo sembra poco
non per proteggerlo, prima di partire
hanno decapitato il bosco, la radice del liquido
-da orecchio a orecchio – adesso scende
la moneta bifronte di cui sei ospite
gira la sorte, nel moto del sole
la casa si chiude e come calare
la rosa sfiorata che si sottrae.
*

di felicità a dipingere, ma non sei felice
la mano indocile sofferma il mare
avvertendo il piccolo morire
di un’onda che procede, nera
dove annaspa il piede, o bianca
Che sia nella sua mandorla, a te che incute
la messa in ombra del chiarore della specie.

 

*

[le tue mani, femmine che partoriscono lo scrivere
non una scrittura piena dal cordone, poi deriva
ma una breve mosca, in cerca di risposta
che alla dolcezza si appiccica e alle ombre sulla carta]

 

 

*

 

Una notte sospesa alle foreste, l’uovo di mondo
della luna. Non c’è infatti fibra che sottoposta
a calco lunare non diventi interiore
o, perlomeno, venata in ciò che muore
non riprenda l’alto mare dell’albume
per farsi rosso vivo. Un esempio è questo scuro
venire dalle ombre, per poi uscire
delicati alla frantumazione.
Onde, montagne, È un turno terrestre, amico
ruota bene.

 

*

del resto più colore è invano
spalmato lungo il filo, poi confonde
le lenze e il piano nobile, fa giungere
il nervo implicato con il bianco
poi alveo del papavero solare
crescente oppio miele.
.
.
*
ma la discesa è infera stazione
lì si percorre il raggio minore
del singolo bagaglio
portato come anello
chissà dove che lega
o quanta bellezza catena
senza effetto di chiave

 

*

intriso nella carta
prendi in custodia ciò che sgorga
che non sia troppo fredda la linfa di sambuco.
Come giocolieri le parole hanno spostato
le mani verso più sensibili tendoni
esibirsi o bei liberatori
con la consegna delle chiavi
o altre pulci, spiriti buoni.

 

 

Margherita Ealla è nata in mezzo alle montagne. Attualmente vive.

Ha una laurea in matematica e un lavoro retribuito, regolare.

Niente pubblicazioni, va per blog e affini , fa parte dei lettori.

Pensa che se non ci fossero i libri sarebbe un gran parlar coi muri.

Advertisements

7 thoughts on “POESIE DI MARGHERITA EALLA

  1. Margherita Ealla, le sue sono immagini sorprendenti e uniche, il modo di “dirle” anche, il suo è un linguaggio quasi misterico, per iniziati, così cruentemente dolce e vero nella sua simbologia profonda e propria, che si fa anche di chi irresistibilmente senta la necessità di affondarvi gli occhi.
    Amo questo suo scrivere, così speciale.

    Doris

  2. Doris e Francesca,,,,grazie di seguirmi ad ogni condizione :), anche non delle migliori, che, senza volerlo, estendo agli altri. Mi commuove il vostro seguirmi, molto (e le parole acute e profonde di Doris e il “piccolofiore”ridente di Francesca). Un abbraccio!

  3. Sicuramente “non classica” la scrittura in versi di Margherita Ealla sorprende il lettore quasi come un dipinto di Bosch. E’ bello perdersi in questi versi/favola de mondo in cui sogno e realtà si fondono in un unicum irrinunciabile. E’ scrittura “lieve” di mano di donna…però lascia il segno!

    [le tue mani, femmine che partoriscono lo scrivere
    non una scrittura piena dal cordone, poi deriva
    ma una breve mosca, in cerca di risposta
    che alla dolcezza si appiccica e alle ombre sulla carta]

    Ciao Margherita,
    Rosaria

  4. Mi prende un tremore, un infantile sgomento, quando leggo le tue cose. E’ per il fatto di non aver il giusto strumento, per arrivarti vicino, non dico alla bocca, per baciarla, almeno almento.
    Ciao, splendore

  5. Mi prende un tremore, un infantile sgomento, quando leggo le tue cose. E’ per il fatto di non aver il giusto strumento, per arrivarti vicino, non dico alla bocca, per baciarla, almeno al mento.
    Ciao, splendore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...