VALERIO MAGRELLI – POESIE DA “DIDASCALIE PER LA LETTURA DI UN GIORNALE”

 

 

 

 

Codice a barre

Onoriamo l’altissimo vessillo
che sventola sul regno della cosa
l’anima crittografica del prezzo
rosa del nome e nome della rosa
mazzo di steli, fascio
di tendini e di vene
– polso
per auscultare
il battito del soldo.

Cronache

Quanto vasta è la nostra
capacità di perire. E varia.
Il talento di soccombere
ai grandi deragliamenti in Cocincina
e insieme l’arte di spegnersi
durante i terremoti nel Cipango.
Ovunque l’ecatombe svela quanto
sia vocato alla morte l’uomo-faglia,
la zigzagante linea di
frattura
fra tecnica e natura.

Costume

Ritorna lo yo-yo,
l’orbitante, l’astrale,
con il ron-ron dell’ape
in volo attorno al favo
di una mano, Fort-da,
ossia conoscenza
come miele della prossimità,
un sapere che accoglie il “questo e quello”
scongiurando l’aut-aut nel ronzare
del ciclo, fiamma
che viene e va
legata a un dito.

Giochi:
Cruciverba

Quale lutto accompagna le lettere
tra una parola e l’altra?
O è un sospiro, quel nero, una pausa
musicale perché il flauto possa
prendere fiato? Sillaba quei nomi
ad uno ad uno, rispondi pure
alla Sibilla crociata, tessi
e ritessi la rete del tuo effato.
Ma tra le maglie,
come pescetti muti,
ritroverai quei buchi
ritroverai quei buchi.

Giochi:
Rebus

E’ un mondo senza tempo
e senza vento.
Tutto sta fermo
e faticosamente significa.
Enorme è la fatica del significare
in questo cantiere del senso.
Ogni parola è una massicciata
di lettere e figure.
Tutto pesa.

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Affittasi villino sopra la ferrovia
con tavernetta adiacente
il capolinea dei bus
e salotto limitrofo al metrò.
Povere case abitate dal rumore
dove famiglie piccole e isolate
si stringono – uccelletti sopra i cavi
dell’alta tensione. L’alta
tensione del censo
e delle classi, l’alta
tensione del denaro,
quella scossa invisibile
che divide le vacche
nei campi, e voi da noi.
Non toccare la corrente che ti scivola accanto,
lasciala sospirare mentre romba
via sui tralicci
nel suo cupreo fiume
intrecciato.

Programmi Tv

Brilla il vapore
iridescente dei pixel
per fare arcobaleno
sulla cascata di immagini.
E’ la fontana della giovinezza,
questo pozzo catodico?
E’ la fontana dell’identità,
da dove si esce uguali
a quando si era entrati,
uguali, ossia peggiori
perché un poco invecchiati.

Medicina:
Innestati nelle fragole alcuni frammenti di Dna delle lucciole

Questo barbaglio nelle siepi notturne
è la nostra risposta biogenetica
al roveto ardente.
Non più specie o famiglie,
solo la solitudine di chi, ibrido,
scivola via da un corpo all’altro,
fiamma senza contorno
che già divora il bosco delle forme.

Posta dei lettori:
Nuovi incontri

D’improvviso ho visto un colibrì, anzi
l’ho udito frullare fra i rami
di un cespuglio che stavo scostando.
Per meglio dire, ho avvertito il suo brivido,
simile a quello dei centomila volts
che sibilano sui cavi, da traliccio a traliccio,
nelle nostre campagne – uccellini di pura energia.
E questo punto puro era lo stesso
che vortica recluso
negli acceleratori di particelle,
lungo le cieche nozze di un circuito sotterraneo.
O forse il matrimonio
è la struttura che conserva la forza
affidandola a un percorso anulare,
mobile e ferma insieme
(un’aureola del sesso). Eppure nel ribrezzo
che provavo per la sua minacciosa libertà,
libertà di colpirmi, il colibrì stava prima,
precedeva ogni forma, era la folgore
che ancora non ha scelto il suo tracciato,
era tutti i tracciati. Potenza di insostenibile fragore
era lui la cascata che cercavo
mentre andavo spostando quei cespugli.

Un amico lontano

La nostra città:
Graffiti

Da dove sbuca questa lingua fetale,
con i suoi guizzanti caratteri
alfanumerici?
Chi parla l’interlingua-spray
dai muri, dai tram, dai citofoni?
Cosa cerca di dire
questa citofonata lingua
che dal basso chiama?

Fotografia

E’ che lo scatto recide l’ombelico
della luce. Recide, quella forbice,
il filamento lento e lungo dello
sguardo, budello
del nutrimento, separa
perché l’immagine
venga al mondo dividendosi
dalla madre.
E quella pupa d’ombra,
quel bozzolo, è la cesta
lasciata a galleggiare sulle acque
per mettere in salvo la forma.

L’angolo del bambino:
Ninna nanna del Gobi

Soffia il deserto sul Celeste Impero
l’Imperatore della Cina ha freddo.

Per riscaldarlo i sudditi gli donano
una sciarpa lunghissima
di pietra.

Se quel regalo non gli servirà
ad arginare il vento della steppa,
almeno sarà un segno della Terra,
l’unico che si scorge dalla Luna.

La poesia

Le poesie vanno sempre rilette,
lette, rilette, lette, messe in carica;
ogni lettura compie la ricarica,
sono apparecchi per caricare senso;
e il senso vi si accumula, ronzio
di particelle in attesa,
sospiri trattenuti, ticchettii,
da dentro il cavallo di Troia.

Saldi

Quei pantaloni offerti
a diciannove e nove
in un azzurro elettrico,
quei calzettoni di tessuto sintetico
nei quali la corrente guizza via
come in un corpo ad alta conduzione:
l’impuro della casta
imperscrutabilmente regna
su questi sudari di terital,
messi in liquidazione
fino a sabato prossimo.

[Envoi]

Dormi ma senti frinire
remote
le rotative
rotanti nell’oscurità
per dare forma
all’aldiquà.

 

 

Poesie di Valerio Magrelli tratte da

“Didascalie per la lettura di un giornale” (Einaudi, 1999).

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2 thoughts on “VALERIO MAGRELLI – POESIE DA “DIDASCALIE PER LA LETTURA DI UN GIORNALE”

  1. io adoro Magrelli per me è e resterà sempre l’ultimo r l’unico erede di una figura che ha sconvolto sottotraccia la poesia italiana facendo da modello oscuro per moltissimi: Bartolo Cattafi. Ottimo Magrelli e grande gusto di Antonio che posta sempre cose interessantissime.

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