2 Poesie di Peter Waterhouse

 

 

 

DNA?
Der Vater ist tot
und lässt zurück Häuser und Bäume und lacht
ich fange an.
Ich fang an mit Häusern und Bäumen
Und Fingern
Fingernwald und feinen
Haaren und Blut.
Ich gewinne. Ich bin im Wind
ich gewinne. Häuser und Bäume
Grünlicht und Schatten. Schattenasphalt.
Ich gehe in einen Mann
und den Wald, der hat Holzknöchel
und Kniewinkel ist Astwinkel
und du bist bes, ich bin es nicht
und hinter einem Totpunkt ist
eine Stadt. Und wer geht da
und spaziert da und, und kommt in der Liebe
einer hervor, den kenne ich nicht, der
ist nicht gekleidet und nichts, der
sitzt im Winkel mit angewinkelten Knien.
Winkt der? Wer wird wer in der Liebe?
Und ohne Gedanken steht ein Baum
und ohne Trauer und Zeitgefühl
wie nichts. Und übersetzt.
Und übersetzt sich hinüber zur Sonne. Es
ist wie ein Gespräch.
Ein Mund.
Und die Straßen zeigen genau.
Und eine Blume erzählt.
Sie sagt Vaterlein Väterlein.
Namen sind nah.
Aus Tönen und Genen entsteht wer.

 
DNA?
E’ morto mio padre
e lascia indietro case e alberi e ride
io comincio.
Comincio da case e alberi
e dita
dita che sono bosco e capelli
sottili e sangue.
Ci guadagno. Sto nel vento
riguadagno case e alberi
luce verde e ombra. Ombra d’asfalto.
Me ne vado dentro un uomo
e dentro il bosco, ha ossicini di legno
e angoli di ginocchio che sono angoli di ramo
e questo sei tu, non io
e dietro un punto morto c’è
una città. E qualcuno ci va
e ci passeggia e, e dentro l’amore
ecco uno che arriva, non lo conosco, non
porta vestiti né niente,
seduto nell’angolo con ginocchia piegate ad angolo.
Ave, saluta? Chi diventa chi nell’amore?
E senza pensieri se ne sta un albero
e senza lutto e senso del tempo
Né niente. E traduce.
E si traduce altrove fino al sole. E’
come un parlarsi.
Una bocca.
E le strade, esatte, indirizzano.
E un fiore racconta.
E dice papi, papino.
I nomi, vicini.
Da suoni e da gèni ecco nasce qualcuno.

 

 

Geschenke
Wenn ich komme hinaus auf die Straße
Viel nichts hab ich: Fingernichts
Und Augenichts, und Auge wird gehaust gleich
Gebaumt und geblumt und gebahnt und gesüßt.
Auge schaut nicht, wird gesüßt,
gebaumt, gefüttert, Mund wird gesteint,
das Ohr wird gelärmt, Hand wird gewärmt,
der Körper gekrankt, ich werde gehoben,
Kreuzung hat Arme und Beine, Wien schaut mich um,
zählt mich zu Menschen, mustert meinen Pullover,
kauft meine Schuhe, spricht meine Worte aus,
übersetzt viel ins Deutsche, schreibt meine Briefe,
legt Zwetschgen, Äpfel, Fisch auf Teller und Tisch,
zieht mich in die Hallen, schenkt mir Geld
der ich nichts bin. Vergangenheit? Da sind
lauter vergangene Steine. Vergangen vergangen
da nimm. Tote. Da nimm, sie schweigen
dich an. Sie stärken
dein nichts. Sie machen dich tot und phantastisch.
Sie träumen, sie träumen
Die Weinberge, Höhenstraßen und Wald.
Die Donau geschenkt, eingeschenkt in kein Glas.
Jeder bäckt hier, tischlert, kocht oder kickt
und öffnet mir Bankkonten und Bankkonten.
Hier fließt reichlich Geld und kein Geld.
Weihnachten seh ich hier dreimal im Jahr.
Hubschauber ist mein Kopf und
Die Ohren drehen sich. Was machst du hier in Wien?
Ich mach Fluglärm.

 
Doni
Quando esco per strada
ho un bel niente con me: niente di dita
e niente d’occhio, e l’occhio subito messo a dimora
alberato e addobbato avviato e addolcito.
Occhio non guarda, viene addolcito,
alberato, alimentato, bocca impietrata.
Orecchio rumoreggiato, mano scaldata,
il corpo ammalato, io sollevato,
incrocio con braccia e gambe, intorno Vienna mi guarda,
mi conta tra le persone, mi osserva il pullover,
mi compra le scarpe, pronuncia parole mie,
traduce molto in tedesco, scrive lettere mie,
mette nei piatti e in tavola susine mele pesce,
mi trascina in capannoni, mi regala soldi
lei che per lei sono niente. Passato? Ma qui
le pietre sono trapassate. Passate, passate
e prendi. Morti. E prendi, ti rivolgono il loro
silenzio. Danno forza al
tuo niente. Ti rendono morto e fantastico.
Sognano, sognano
vigne sui colli, strade di montagna e bosco.
Danubio donato, servito in nessun bicchiere.
Qui ognuno panifica, pialla, cuoce o calcia
e mi apre conti e conti in banca.
Qui copioso scorre molto o niente denaro.
Vedo Natale tre volte l’anno.
La mia testa è un elicottero e
le orecchie mi si avvitano. Che ci fai qui a Vienna?
Faccio rumore in volo.

 

 

Peter Waterhouse, Poesie inedite. Traduzione di Camilla Miglio.

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