Antonio Bux – Le ore nuove (Poesie dal giorno dopo) –

 

 

 

 

IL PARALELLO DELL’ORA

 

 

Gli occhi tagliati

due sfere invertite

nel cuore interrotto,

 

e il corpo capovolto

-parallela epidermide-

nel tragitto del sangue;

 

e la mano freddata si apre

in un gesto abominevole,

si conduce per l’aria all’indietro.

 

 

GEOMETRIA DEL RICORDO

 

 

Ogni giorno è un’ombra
che s’impronta sulla schiena

-una curva sotto il capo
il tracciato inevitabile-

si ricorda alle rughe

la congiura della carne

 

che rivoltata al nome ritrae
la sua avanguardia indietro.

 

 

LA PELLE DEL TEMPO

 

 

Si ferma l’ora a crescere
nel movimento del niente

-nel ritmo inutile la lancetta
si vuota al passo circolare-

quando l’orologio del mondo
volge il meridiano immobile

dell’io su una tara sbilanciata,
vendendo grammi di presente

senza pesarne l’equilibrio,
la misura spessa della pelle.

 

 

LA MUTAZIONE DEI SECONDI

 

Il mondo è altro fuori dal contorno
nell’incavo interno della crescita
attraversa le cose che lo precedono,

le zone incolori del pianto -il ventre
asciutto dell’uomo- serrato alla fame
il volto dell’altro si cinge straniero,

come la lesione del futuro riverbera
le ossa della storia ai secoli immobili,
il sudario della terra al sacro dei popoli.

 

 

IV.

 

 

E nasci, fiore di plastica.
Non ti appartiene l’odore

perduta la freschezza
-una forma come ombra-

e incerte le venature;
niente da sprigionare

né linfa, polline o colore:
solo un vuoto alla radice.

 

 

07.00

 

 

L’apertura verbale
è come un’ala,
vira lentamente
la sua sponda,
si curva nel parlare
al limite del senso;
ma come un’ala
necessita la voce
lo spessore d’aria
dell’altra misura,
l’equilibrato planare
nell’espressione orale:
ché la parola non dura
più di un respiro vocale.

 

 

14.00

 

 

Del buco nero si intravede l’inizio,

il salto che condanna al precipizio

 

-come riemergere da un fondo piatto

alzare lo sguardo per un cielo dritto-

 

ché nell’abisso orizzontale dell’ora

si ripete per niente il vuoto ancora.

 

 

17.00

 

 

La materia è il sogno del vuoto

-il nulla compromesso della terra-

 

che si è vivi solo nella memoria

quando volge il cielo un volto

 

al niente comprimendone la forma

cieca della sostanza che scompone

 

nel ritratto smorto dell’uomo

la primordiale codardìa di Dio.

 

 

19.00

 

 

Di Babele l’essere è la fossa

una finestra chiusa sulla parola,

 

-laddove l’orizzonte riscrive vertigini

nascono strofe strozzate dal pensiero-

 

come dalla torre dei tempi impiccata

ciondola la lingua nel dire straniero.

 

 

 

poesie di Antonio Bux

tratte dalla silloge “Le ore nuove” (Poesie dal giorno dopo)

Tutti i diritti riservati.

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6 thoughts on “Antonio Bux – Le ore nuove (Poesie dal giorno dopo) –

  1. mi sono piaciute queste tue poesie Antonio,mettono il dito nella piaga: una piaga carnale,incarnata nella parola.

  2. Ciao poeta, come butta? Per aprile sarò presidente di giuria del concorso diecilune della Bel-Ami edizioni. La faccio breve, ti va di far parte della giuria? Tranquillo non ti chiedo di venire, sarà mia cura mandarti le opere poche( verrà effettuata una scrematura) , però trattasi di silloge inedita circa 30-40 liriche a poeta. I poeti finalisti saranno cinque.Fammi sapere. Soldi? Non se ne parla, gratis e con passione. Però sappi che il festival diecilune garantisce ottima visibilità, altro punto a favore? Che entrerai dalla porta principale nel collaudato circolo letterario Bel-Ami, anche in prospettiva editoriale, per ora è tutto.

  3. Ciao, tutto ok a parte le solite cose che non vanno. Fammi sapere nei dettagli tutto, grazie per aver pensato a me, valuterò volentieri la cosa e sicuramente potrebbe essere una proposta interessante. Scrivimi pure all’indirizzo mail redellemosche@gmail.com (se vuoi poi ti lascio un recapito telefonico in privato). Grazie

    A presto, un abbraccio

    Antonio Bux

    • Ah ah ah! Bruno grazie, mi hai fatto sorridere…troppo gentile. 🙂

      Queste sono poesie “vecchie” (si fa per dire) uscite nel mio primo libro edito nel 2012 “Trilogia dello zero” (un mattone di 352 pagine…come vedi anche io non so contenermi ah ah ah).

      Grazie…a presto!

      Bux

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