UNA POESIA DI ANTONIO BUX – LA CASA OBLIQUA –

 

 

LA CASA OBLIQUA

 

 

I

 

La casa obliqua dove
non cresce la cenere
si vuota alla finestra
l’andare oltre l’uscio
ma ripiega all’infuori
la stanza e i suoi libri
riavvolgendosi a guscio
la memoria e poi ancora.

 

 

II

 

Andata a mancare nella casa obliqua
dove sboccia l’orizzonte ricucendosi

la potenza imperante il luccichio
ridiventata silenzio ancora la città

ché passano le strade e le luci sopra
aprono traverse ai sospiri e alle case

come vuole bruciarsi in un angolo
nell’ultimo spicchio freddo squamare

la carne gioire per un pallido sole
(sviene intorno al sapore e geme)

il desiderio masticando cose buone,
verbi friabili; ma vulcano è il silenzio

e lava il pensiero, quando s’inarca
di nuovo la casa al soffocato dolore

nel grido in fiore del germoglio
tenebra che radice non teme.

 

 

III

 

La casa obliqua è l’altra porta
nello spazio vuoto non diventa
il buio lo spavento del tracciato
ma la luce che ricopre ogni lato.

 

 

da “La casa obliqua”
(Poesia su tre livelli)

di Antonio Bux

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