2 POESIE DI PIER MASSIMO FORNI – TRADUZIONI DI ANTONIO BUX

***

Sai, sono già cotto
come poeta,
sono ai colpi di tosse,
ai buoni motti,
i versi hanno il mento rotondo
e le stanze tinelli svedesi.

Sai, ho il gioco affranto, elegante,
del buon centravanti a fine carriera,
protegge la palla col corpo
il moto di spalle un’alta
conversazione;

non vedi come parto distante
come per far venire sera
con che stacco e ironia io sia spento e sublime?
È grande solo il decoro
con cui prendo la via dello spogliatoio,
i calzoncini intatti, il numero alla schiena.

*
Sabes, ya estoy quemado
como poeta,
ya estoy a los golpes de tos,
a los buenos lemas,
los versos tienen el mentón redondo
y los cuartos se parecen a comedores suecos.

Sabes, tengo el juego quebrantado, elegante,
como lo del buen delantero al final de su carrera,
protegendo la pelota con el cuerpo
y en el movimiento de los hombros
una alta conversación;

¿no ves cómo parto desde lejos
como para que venga ya el atardecer
con qué separación e ironía yo sea apagado y sublime?
Es grande sólo el decoro
mientras tomo la calle del vestuario,
los calzoncillos intactos, el número detrás de las espaldas.

***

Come somiglia questo cupo sgombero
che è far poesia, all’emetica.
Lo stesso sforzo stringere la penna tra le dita
metterle in gola sulla porcellana
perché per scrivere un verso
quanto credito, in ogni modo
devi dare alla vita e quanto più forte
è la vertigine della crollata di spalle

*

Como se parece este oscuro desescombro
que es hacer poesía, a la emética.
El mismo esfuerzo de apretar la pluma entre los dedos,
y meterlas en la garganta sobre la porcelana
porque para escribir un verso
cuanto crédito, en cada modo,
tienes que darle a la vida y cuanto más fuerte
es el vértigo al derrumbar de los hombros.

di Pier Massimo Forni,
da STEMMI, prefazione di Maria Corti,
Scheiwiller, Milano, 1977
traduzioni di Antonio Bux

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2 thoughts on “2 POESIE DI PIER MASSIMO FORNI – TRADUZIONI DI ANTONIO BUX

  1. Antonio Bux, innamoratosi a prima vista dell’inquieta e luminosa poesia di Pier Massimo Forni, ha DOVUTO inevitabilmente fare questo lavoro di traduzione. Ha ubbidito all’imperativo richiamo della necessità, quella di trasporre in “Castellano” i testi di Forni. E, per Unamuno, ora farebbe parte di quei “traductores / traidores” di cui il grande Maestro parlava. Ma il “tradimento” era non solo inevitabile, bensì necessario, e proprio di questo ad Antonio siamo davvero grati.
    Antonino Caponnetto

  2. Grazie Antonino, sai benissimo quanto ci tengo alla poesia di Forni.
    Di solito non mi cimento a tradurre dall’italiano allo spagnolo, ma queste poesie mi son piaciute molto, e specie la prima, si presta parecchio. Tuttavia mi trovo più a mio agio a tradurre poeti spagnoli, ovviamente…poi dipende dai casi 🙂
    La lingua è di per sé un tradimento già rimanendo in tema di “lengua materna” …quindi bando alle ciance, buttiamoci nel tradimento, disumano, cerchiamo la lingua, cerchiamo la nostra personale estraniazione nel linguaggio, quindi estraniamoci da noi stessi e insomma, facciamo qualcosa 🙂 Grazie per il tuo bel commento e per la lettura, a presto

    Antonio B.

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